Addio alla grafite

Giulio Pennella, direttore di SFEI Academy di Bra, ha tenuto il workshop intitolato “Drawing classic comics with modern instruments” al posto di Paolo Armitano e Davide Furnò, assenti a causa di una convocazione improvvisa al Lucca Comics.

I fumetti che oggi leggiamo appaiono simili a quelli di una volta, come se la rivoluzione digitale non avesse scalfito la linea di produzione. Chiaramente questo è lontano dal vero.  Partiamo da un dietro le quinte della realizzazione di un fumetto tradizionale:

1)   si fa uno studio volumetrico in base alla sceneggiatura che dia nozioni di massima sulla rappresentazione. “Di massima” dipende da quanto lo sceneggiatore è pignolo. Qui il disegnatore deve scegliere le inquadrature per ogni singola scena in modo che ci siano tutti gli elementi necessaria e abbiano una posizione che permetta di capire cosa stia succedendo. Questo è lo sketch iniziale, che sembra una cosa semplice ma è la parte più difficile, ci avverte Giulio, perchè deve essere molto ponderato. Se il disegnatore sa di non essere anche inchiostratore, darà molti più dettagli in questa fase per far capire a chi viene dopo di lui la sua idea.

2) Inchiostrazione, che non è un ripasso della matita, ma una fase di scelta, quindi un momento artistico a tutti gli effetti.

3) Ultima fase: baloon e testi

Questo per quanto riguarda il fumetto old style. Invece la pipeline di creazione del fumetto di Paolo Armitano e Davide Furnò è digitale al 100%, e in qualche modo riprende quella tradizionale.

Per la parte di volumetrie usano SketchUp e molte fotografie, fanno dei montaggi di oggetti, ambienti e personaggi che servono solo a stabilire posizione e proporzioni. Poi disegnano e dipingono su queste immagini con Photoshop e Painter. La scelta di usare foto e rendering non necessariamente velocizza la composizione, ma permette di avere una prospettiva corretta. Inoltre permette di non stereotipare alcune pose, come quelle delle mani, che spesso sono rese sempre allo stesso modo.

Usano anche Poser per stabilire la forma del corpo dei peronaggi in pose particolari (Tarzan che si dondola con la liana).

Si sono occupati di Cassidy, per Bonelli.

Inoltre, in digitale creare punti di fuga da seguire nel disegno è semplice, perchè si possono fare in maniera facile e abbastanza automatica le linee di prospettiva. Per dare dramma a una scena, ad esempio, si possono usare più punti di fuga, uno sulla linea dell’orizzonte e uno esterno (una sorta di grandangolo). Così sembra di essere vicini al soggetto. Farlo significa mescolaredue fasci di linee che formano una griglia complicata: su carta sarebbe un disastro, sul pc basta maneggiare un paio di livelli in più.

Insomma, il fumetto è forse più facile da realizzare in digitale (secondo alcuni). Ma non facile in assoluto: Giulio Pennella tiene corsi per ben tre anni per ambire ad essere fumettisti completi.

p.s. sono interessanti anche gli SFEI Campus

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