SketchUp e i suoi fratelli

Il workshop di Google su  SketchUp è stato molto più interessante di quanto prevedessi. Prima di tutto Mike Springer, Ingegnere informatico di Google,  è un americano molto simpatico. E’ il lead developer di SketchUp e dell’interazione tra questo e Google Earth e 3D Warehouse.

Ma andiamo con ordine:

SketchUp è un software gratuito di grafica 3D.Mike ci racconta che è nato per permettere a chiunque di fare grafica 3D (soprattutto per le architetture) in maniera semplice e gratis. Ma questa apertura al grande pubblico non significa che SketchUp non abbia uno scopo preciso: superare le difficoltà di CAD nel creare tool che permettano facilmente di fare tutte quelle operazioni che generalmente si fanno macchinosamente ma molto spesso.
Per Mike è importante cosa si vuole disegnare e ci si può quasi dimenticare di come farlo, data la semplicità dello strumento.

Su SketchUp è immediato disegnare forme semplici e dare loro volume. Ma è immediato anche fare dei buchi nei volumi (cosa che altrove ha le sue difficoltà, perchè le operazioni di unione, sottrazione, intersezione spesso hanno dei problemi e non funzionano a dovere), selezionare i midpoint o i vertici. E’ tutto molto magnetico su SketchUp: basta avvicinarsi a un elemento per essere attirati nel suo campo d’azione e fare le linee correttamente.

Una cosa di cui Mike sembrava orgoglioso è la viewport: si può cambiare il punto di vista mentre si sta disegnando, si può cambiare facilmente l’orientamento degli assi, insomma c’è molta elasticità. Elasticità che si nota in ogni tool di questo software: ad esempio cancellando il segmento che separa due poligoni, questi vengono automaticamente attaccati e formano un poligono unico; le texture sono facilissime da utilizzare perchè si possono modificare direttamente all’interno di SketchUp, senza usare altri software e poi importare, e far aderire alle superfici con un metodo molto più intuitivo dei vari mapping che conosciamo. La manipolazione interna di texture è una grande trovata per chi, come Mike, si dichiara incapace ad elaborare le immagini con Photoshop. Anche i vettori di oggetti sono davvero semplici da utilizzare, oggetti che si devono ripetere un certo numero di volte in un certo spazio, oggetti che si auto distanziano. Insomma, sembra davvero intuitivo su quelle questioni semplici che altrove fanno dannare.

SkecthUp esporta per qualsiasi altro software di grafica 3D perchè il concetto non è quello di volerli sostituire, ma di rendere semplice e veloce la parte iniziale di modellazione.

Ma la questione più rilevante è un’altra: la forza di Google non risiede tanto negli strumenti, quanto nelle risorse a cui Google accede come motore di ricerca. Qui entra in gioco 3D Warehouse: una collezione vastissima di oggetti creati in SketchUp da utenti di tutto il mondo, accessibile da ognuno a seconda della licenza che l’oggetto ha. Vuoi una macchina? C’è quasi ogni modello di macchina. C’è la Tour Eiffel e la Mole Antonelliana. Quindi? Quindi puoi metterti la Mole in giardino, se lo desideri, perchè ha una licenza che permette di scaricarla e utilizzarla. Inoltre scaricando da 3D Warehouse si importa direttamente in SketchUp, perchè sono integrati.

Questo serve a velocizzare il lavoro di architetti e designer che vogliono creare l’edificio con i suoi spazi e riempirlo velocemente di tutti quegli oggetti che possono dare una visione dei volumi più verosimile: arredamento, piante, etc.  Viene anche utilizzato per progettare scenografie, per i videogiochi e per i fumetti (come vedremo nel post sul corso di fumetto, in arrivo a breve). Mike ad esempio lo usa quando sua moglie vuole cambiare la disposizione dei mobili in casa: 8 volte su SketchUp, una nella realtà.

Abbiamo accennato anche a Google Earth, uno strumento per vedere il mondo senza spostarsi dalla scrivania. Ebbene, anche Earth interagisce con SketchUp in maniera semplice e veloce. In che modo? Il modello della mia casa può essere collocato in ogni parte del mondo, completando così le informazioni da dare nel progetto. Sembra una cosa da poco, invece Mike ci ha raccontato che chi fa Green Technology e Green Building usa SketchUp per calcolare l’orientamento ottimo per l’edificio in modo che prenda la giusta dose di luce nella giusta porzione per tutto l’anno. Infatto Earth calcola anche la direzione dei raggi solari nelle ore del giorno per ogni stagione. Effettivamente avere in maniera così semplice l’informazione su come orientare l’edificio è comodo e utile al risparmio energetico.

Inoltre si possono creare animazioni della camera nell’ambiente di Google Earth, quindi navigare in maniera fluida tutto lo spazio disponibile a qualsiasi ora del giorno e della notte. Invece i personaggi non sono previsti, non rientrano negli obiettivi di questo progetto.

Il mondo di Earth è stato popolato con i modelli degli utenti (vagliati prima di essere pubblicati). Una grande operazione collettiva per avere a portata di mano ogni edificio della Terra.

Parliamo dello stile: nell’epoca dei motori di rendering iper-realistici, SketchUp va nella direzione opposta. Se un architetto fa vedere a un cliente il progetto realistico di una casa chiedendo di valutare se i volumi siano adeguati alle sue esigenze, il cliente si perderà sul colore delle pareti o dell’arredamento. Non si raggiunge l’obiettivo. Invece con lo schizzo semplice ma preciso, è più facile guardare al succo della questione, cioè i volumi. La cosa divertente è che si può registrare il proprio tratto a penna (con la tavoletta grafica) e renderizzare le immagini con quel tratto, in modo da far sembrare i disegni fatti a mano. Un lavoro semplice da realizzare per poi spacciarlo per una faticaccia fatta a mano, insomma🙂

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