Antonella Gudazzoli – un cortometraggio in cg – parte 2

Parliamo finalmente di “Apa l’etrusco alla scoperta di Bologna”, che è lo spunto da cui i relatori

Giosue’ Boetto (regia),
Enrico Valenza (art director),
Antonella Gudazzoli (produttore esecutivo),
Silvano Imboden (direttore di produzione),
Francesco Paglia (responsabile animazione),
Riccardo Covino (responsabile illuminazione)

sono partiti per parlarci ognuno del proprio lavoro.

“Apa l’etrusco alla scoperta di Bologna” (da ora in poi APA) è un progetto museale commissionato da Museo della Città di Bologna. Nello specifico, è stato deciso che il percorso museale classico verrà interrotto da un cinema stereoscopico immersivo della capienza di circa 25-30 persone – uso il futuro perchè l’inaugurazione è alla fine di questa settimana. In questo cinema verrà proposto APA, un cortometraggio in cui un personaggio etrusco, cioè Apa, guida lo spettatore in una decina di fasi storiche rilevanti di Bologna. E’ particolarmente interessante come la ricostruzione della città in ogni sua fase sia stata curata da storici e archeologi per garantire la massima fedeltà rispetto alla realtà storica. Come la città, anche la ricostruzione digitale di reperti archeologici e monumenti. Perfino il nome del protagonista testimonia la cura nella ricostruzione storica: “Apa” non è un insieme casuale di lettere, ma la parola etrusca per “padre”.

Antonella Gudazzoli è il direttore di produzione del progetto APA ed è Ingegnere elettronico. Lavora per Cineca, il consorzio interuniversitario che possiede l’ingente hardware su cui il progetto APA ha potuto contare (una render farm di 400 macchine, ad esempio). Oggi Antonella ha spiegato come il lavoro di un team di informatici nella parte dei modellatori e di storici e architetti nella parte dei supervisori abbia portato a risultati di ricostruzione talmente validi da essere riconosciuti a livello istituzionale e accademico. Inoltre questo materiale (modelli etc) è destinato a essere reso disponibile anche per altri progetti, quindi il senso di APA non si esaurisce con il corto di 12 minuti, ma getta delle solide e ricche basi per futuri progetti sulla città di Bologna.

Il rigore storico è particolarmente importante per Cineca: questa organizzazione si occupa da sempre della visualizzazione di informazioni nel campo della ricerca scientifica (un’attività che permette anche l’interpretazione dei dati stessi da parte degli studiosi), come i dati astronomici. Successivamente è arrivato il nuovo obiettivo divulgativo: aprirsi ad a un’interazione con chi scienziato non è, rendere appetibili e comprensibili informazioni anche complicate al grande pubblico. Il progetto APA si inserisce in questa concezione divulgativa, è Virtual Cultural Heritage. Quindi la grafica, in Cineca, riveste il duplice ruolo di veicolo della comprensione e veicolo di comunicazione.

Il video è rivolto a un target molto omogeneo: al museo vanno le scolaresche di bambini e ragazzi, ma anche persone non necessariamente appartenenti a questo target, come anziani e turisti. Inoltre interrompe il percorso del museo e può fare leva su informazioni già acquisite dai visitatori -anche per farle sedimentare nella mente dell’utente, ma non deve anticipare troppo le informazioni della seconda parte del museo. In poche parole si tratta di un progetto di edutainment a target misto. Per questo a livello registico sono state prese determinate decisioni. Ad esempio a un certo punto Giosue’ ha detto: “abbiamo scelto di rivolgerci a un target di adolescenti perchè l’attenzione di un adolescente è la più difficile da attirare. Se riesci a comunicare a un adolescente, comunichi con tutti i target”.

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