Francesco Paglia e Giosue’ Boetto – un cortometraggio in cg – parte1

Francesco Paglia ha aperto il workshop Produrre un corto in computer grafica: ha introdotto le fasi della produzione di un corto in cg, per poi raccontare la propria esperienza in Spark, la sua agenzia di produzione 3D, effetti visivi, animazione, etc.

Per farla breve, la catena produttiva in Spark è:

PREPRODUZIONE

stesura di soggetto e sceneggiatura, character design, color layout, storyboard e videoboard. Parallelamente bisogna definire assets e tasks, calcolare il budget, cercare eventuali fornitori – ad esempio per acquistare modelli 3D già pronti o per affittare camere – , definire il team tecnico e artistico.

PRODUZIONE

Realizzazione assets: modellazione, rigging, texturing, shading. Composizione delle scene: layout, animazione, lighting, fx, rendering, compositing (per uniformare i frame tra loro); Finalizzazione clip: color grading, sonorizzazione, mastering.

Tutto questo all’interno di un’ottica di gestione delle spese, delle criticità, controllo dell’avanzamento dei lavori. Per questo l’opensource è di grande aiuto. Spark lavora con opensource dal sistema operativo ai software, quasi fino alla carta igienica.

Le fasi viste sono rigide, molto più rigide che in un film tradizionale. In tal proposito è stato interessante l’appunto di Giosue’ Boetto, giornalista e regista televisivo, che si è occupato della regia di “Apa l’etrusco alla scoperta di Bologna”, progetto di museologia virtuale su cui è incentrata la conferenza, con Francesco. Nella regia televisiva (e in parte anche cinematografica) “basta girare”, il mondo esiste già e mette a disposizione scenari, suggestioni, luci. Basta scegliere cosa includere nell’inquadratura.

In computer grafica, invece, il mondo va costruito per intero. Non si può scegliere nel montaggio se tenere o scartare qualcosa, perchè bisogna arrivare alla fase di produzione con le idee chiare fino al singolo frame in merito di cosa si farà e cosa no. Questo perchè il costo della produzione di frames inutilizzati è troppo alto. Ciò implicala capacità di “vedere” le scene in anteprima nella propria testa e senza elementi fisici a disposizione. Non è un esercizio facile, soprattutto per chi viene dalla regia televisiva.

Francesco ci ha parlato di un esempio in merito: Spark ha ricevuto una commissione da Autostrade. Il compito era, in 10 giorni, di produrre un filmato che rappresentasse in maniera suggestiva e realistica lo scontro tra camion a causa dell’alta velocità di uno di questi (un autotreno specifico e fotorealistico). Quindi entra in ballo una descrizione fisica realistica dell’impatto. Per tempi così stretti è fondamentale che preproduzione e produzione siano scientifiche nel calcolare i tempi (il lavoro di Francesco). Anzi, ci si prende una percentuale di tempo in più per gestire gli imprevisti.

Pare che le ricerche in merito all’impatto tra camion che l’animatore ha dovuto svolgere abbiano causato l’astensione dell’animatore stesso dalla guida per ben 3 giorni.

Nella difficoltà di organizzare tutto in tempi incasellati e precisi, Francesco ha ripetutamente sottolineato l‘importanza della comunicazione interna al team. E’ importante farsi capire ed esprimersi in maniera evocativa per comunicare in maniera immediata cosa si vuole e come lo si vuole. Oppure cosa si può fare e cosa no. E’ importante anche saper ascoltare le opinioni diverse dalla propria e chiedersi con una certa elasticità mentale se anche le altre vie siano percorribili.

A proposito di espressione verbale, Giosue’ ha puntualizzato alcuni aspetti di scrittura creativa: se non si legge, è davvero difficile saper scrivere. “L’ho letto alle medie” non vale. Per scrivere bisogna essere appassionati di lettura. SMS e Fabio Volo non valgono. Poi bisogna esercitarsi e tentare.

Il resto è un altro post.

Un pensiero su “Francesco Paglia e Giosue’ Boetto – un cortometraggio in cg – parte1

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